
LIVORNO – Serata unica ieri con Giancarlo Giannini che ha dato voce alla vera anima del divo Mascagni. Grande appuntamento all’interno del Festival Mascagnano con la prima nazionale di “Mascagni, il divo”.
Sul palco Giancarlo Giannini, attore teatrale e cinematografico, regista e doppiatore che da decenni cavalca le scene portando ovunque quel talento italiano che pochi artisti hanno. Quello di ieri, 26 agosto, è stato un omaggio a Mascagni nel luogo simbolo della sua città che lo ricorda e lo celebra a 80 anni dalla sua scomparsa.
Accanto a Giannini…
Una grande produzione, voluta fortemente dal direttore artistico del progetto, Marco Voleri per ricordare il musicista eccelso, ma anche l’uomo con le sue complessità e le sue fragilità che lo rendono ancora più vicino ai suoi estimatori. Da un testo inedito di Elena Marazzita, erano sul palco della Terrazza Mascagni i Cameristi del Maggio musicale fiorentino e al pino il maestro Massimo Salotti.
Un racconto emozionante
Dal successo di Cavalleria, al concorso di Sonzogno, dalla rivalità col grande Puccini, dalle donne amate nella sua vita, Giannini ha dato vita ad un Mascagni sanguigno, popolare come le sue origini.
Un uomo con la faccia verso il mare salmastroso, l’elemento cardine di una città in cui i sentimenti non si dicono a mezza voce, ma sì urlano, dove i gesti e le parole non sono accennate, ma sono pietre scagliate.
Un realismo che Mascagni ha portato anche nelle sue opere, facendone anche un antesignano di quel verismo che non solo in letteratura diventò un’espressione artistica: Puccini componeva con la visione degli Impressionisti, Mascagni scavava la musica con pennellate più forti e violente.
Galleria fotografica
Foto di Emanuele Baldanzi
Giannini racconta il divo Mascagni
Un’ora e mezzo dove parole e musica si sono incontrate ed intrecciate per arrivare ad un linguaggio di rara forza e bellezza. La voce accattivante di Giannini ricca di mille sfumature, la forza artistica dell’orchestra e del Maestro Salotti hanno incantato il numerosissimo pubblico coinvolto. Uno spettacolo in cui strumenti e voce hanno creato un “unicum”, una contaminatio fra due generi che si amalgamano naturalmente in un linguaggio ben comprensibile dal numerosissimo pubblico presente.
Articolo di Simonetta Del Cittadino




