Una storia intensa tra emozioni e sorrisi con “A spasso con Daisy”

Straordinaria e versatile Milena Vukotic

daisy goldoni

LIVORNO – Il Teatro Goldoni ha concluso la stagione di prosa coi fiocchi con “A spasso con Daisy”, versione in prosa del celeberrimo film del 1989. Pellicola interpretata da Jessica Tandy e Morgan Freeman, sul palco interpretati dalla grandissima Milena Vukotic e dai bravi Salvatore Marino e Maximilian Nisi, per la regia di Guglielmo Ferro.

Purtroppo è ormai raro vedere uno spettacolo con una vera compagnia, con un manipolo di bravi attori che riescano a trascinare gli spettatori nel gioco del teatro che sono la parte a cui è destinato il messaggio e quando questo avviene la partita non può essere che vincente! Ed è stato proprio così venerdì 10 aprile al Goldoni.

La storia assai nota racconta l’incontro tra Daisy Werthan, un’anziana insegnante ebrea dal carattere deciso, assolutamente indipendente e il suo autista afroamericano Hoke Colburn. Tutto li divide: la cultura, il colore della pelle. I pregiudizi razziali in un’America da sempre intollerante .

Lei burbera e ruvida non accetta inizialmente la vicinanza di quell’ uomo semianalfabeta che ha il difficile compito di starle accanto nell’ultima miglio della sua vita. Ma poi col passare degli anni, ecco il dipanarsi della storia, perché lentamente la distanza tra i due protagonisti si riduce e nasce un legame autentico e sincero, che supera barriere culturali e sociali: il tempo darà spessore umano ad un’amicizia che travolge i tanti pregiudizi che sono sempre fra noi.

Milena Vukotic è un’attrice straordinaria, versatile che con la sua leggerezza artistica e talento ha attraversato con disinvoltura il cinema, il teatro e la televisione, senza perdere la sua grazia artistica. Una donna che incanta sulla scena, perché lei si porta dentro e dona agli altri l’arte della commedia e la capacità di dare vita a personaggi tutti diversi, ma che formano un unico caleidoscopio in questa grande artista.

Ci si emoziona, si sorride, si partecipa agli accadimenti di questa intensa storia che narra gli ultimi venti anni di Daisy, ma quello che è il vero messaggio su cui riflettere è la necessità di non essere soli, di abbattere muri e di aprirsi verso gli altri, anche quelli che riteniamo diversi perché la vera chiave è lo stare insieme per affrontare uniti i casi della vita, una lezione che forse ancor oggi non abbiamo imparato.

E anche alla fine, quando c’è un accenno all’approssimarsi del vuoto e i teli bianchi coprono la scena, il dolore si ammorbidisce perché ci accorgiamo quanto di noi e della nostra quotidianità c’è nella storia di Daisy e del suo amico Hoke. E allora caro Goldoni, “ad maiora”! Incrociamo le dita per la prossima stagione!

Articolo di Simonetta Del Cittadino