
BASILICATA – Si chiude l’itinerario in Basilicata: Rapolla e Venosa sono le ultime due tappe di “Un livornese in viaggio” per questa regione. Terzo appuntamento alla scoperta della bella Basilicata con i viaggi di Glauco Fallani che va alla ricerca dei luoghi più suggestivi e meno conosciuti d’Italia con le sue foto d’artista.
Tra boschi, sorgenti, vigneti e paesaggi modellati dall’antica attività vulcanica del Vulture, Rapolla e Venosa raccontano due volti affascinanti della Basilicata.
Rapolla: paesaggio magnifico


Rapolla si trova nel cuore del Vulture Melfese, in un territorio caratterizzato da boschi, sorgenti, torrenti e aree da pascolo. Il paese è circondato da un paesaggio particolarmente suggestivo, dove le colline lasciano spazio ai vigneti dell’Aglianico del Vulture e agli uliveti.
Nel territorio sgorgano inoltre diverse sorgenti di acque minerali, alcune delle quali utilizzate per le cure termali. Per chi ama camminare nella natura, l’area offre possibilità di escursioni a piedi e in mountain bike, alla scoperta del patrimonio paesaggistico e botanico del Vulture.
Venosa: la città di Orazio



A poca distanza, Venosa si apre su un altopiano compreso tra due valli, circondato da una rigogliosa vegetazione e da numerose alture. La città appartiene al territorio del Vulture Melfese, un’area dove boschi, sorgenti, torrenti, vigneti e uliveti compongono un paesaggio ideale per escursioni e percorsi all’aria aperta.
Venosa è anche la città di Quinto Orazio Flacco, uno dei maggiori poeti dell’età antica, nato qui nel 65 a.C. La sua presenza è ancora oggi parte dell’identità del borgo: nella piazza dedicata al poeta si trova una sua statua, mentre nel centro storico è indicata la casa che la tradizione considera la sua abitazione natale.
Due luoghi diversi, dunque, ma entrambi immersi nel paesaggio del Vulture, dove natura, storia e cultura si incontrano.





