
LIVORNO – Goldoni quasi pieno per il monologo su Matteotti portato in scena da Ottavia Piccolo ieri, 25 marzo. La stagione di prosa del maggiore Teatro cittadino chiama e il pubblico livornese risponde numeroso.
Si è trattato di una settantina di minuti magistralmente dedicati a un racconto popolare contemporaneo atto a indagare il fenomeno fascista. Il testo asciutto e direi efficace è stato scritto da Stefano Massini.
Toccante monologo
10 giugno 1924, intorno alle 4 e mezza del pomeriggio accade un fatto del quale la polizia verbalizzerà in seguito la testimonianza da parte di alcuni passanti. Questi fanno sapere di avere assistito a una colluttazione in strada all’interno di una vettura dalla quale hanno visto espellere quello che sarà poi riconosciuto essere il tesserino parlamentare del deputato on. Giacomo Matteotti. Da qui prende forma e si dipana un toccante monologo sulla vicenda esistenziale e politica tra Roma e il ferrarese Giacomo Matteotti.
Matteotti: uomo coraggioso
Un uomo coraggioso che, a differenza di molti che non videro o non vollero vedere, seppe comprendere fin dall’inizio il fenomeno fascista in tutta la sua enorme gravità.
Un uomo forte delle sue idee che, senza cedere alla paura, si dimostrò capace di contrastare il fenomeno che ci avrebbe condotti dritti nel dramma del ventennio. Matteotti lo contrastò con una lucidità di sguardo e di analisi decisamente fuori dal comune.
“Che cos’è il fascismo? – ha recitato con intensa partecipazione emotiva la nostra Ottavia Piccolo – È un camuffamento, si nutre di paura, risponde alla paura con la violenza”. A distanza di cento anni e più, come non essere d’accordo?
Orchestra Multietnica
Sul palco del Goldoni ad affiancare Ottavia Piccolo, il determinante apporto dei Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo: Massimiliano Dragoni hammer dulcimer e percussioni, Luca Roccia Baldini basso, Massimo Ferri chitarra, Gianni Micheli clarinetto basso, Mariel Tahiraj violino, Enrico Fink flauto.
Matteotti (anatomia di un fascismo) nasce da un testo di Stefano Massini, regia di Sandra Mangini, video di Raffaella Rivi, musiche di Enrico Fink.
Scena di Federico Pian, luci di Paolo Pollo Rodighiero, costumi a cura di Lauretta Salvagnin, tecnico delle luci Emilio Bucci.
Coordinamento tecnico di Paolo Bracciali, organizzazione di Stefania Sandroni, fonico Vanni Bartolini e
macchinista Lucia Baricci.
Articolo di Glauco Fallani