
LIVORNO – Una serata che rimarrà nella storia di Livorno quella che ha visto protagonista Manu Chao. Ieri, 4 agosto, piazza del Luogo Pio ha accolto l’artista francese tra oltre 4mila persone accorse per ascoltarlo. Archiviata la ricca kermesse di Effetto Venezia il palco allestito in piazza del Luogo Pio non è rimasto deserto, attesissimo e da tempo tutto esaurito il concerto di Manu Chao ha regalato momenti davvero memorabili.
Il concerto di Manu Chao in piazza del Luogo Pio è stato organizzato da XLR Produzioni, in collaborazione con il Comune di Livorno, The Cage, LEM e VignaPR.
Il ritorno di Manu Chao
L’artista francese, naturalizzato spagnolo, è tornato nella nostra città dopo avere ottenuto un grande successo ed essere entrato nei cuori di molti livornesi grazie alla memorabile esibizione che nel 2021 lo vide protagonista all’Ippodromo Caprilli per la manifestazione “Cortomuso”.
L’apertura con Bobo Rondelli
A Bobo Rondelli, anche lui amatissimo in città, è stato affidato l’onore di aprire la serata a partire da poco dopo le 21. Il cantante labronico ha animato la serata con la sua solita simpatia, proponendo momenti esilaranti e di grande musica.
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Foto di Glauco Fallani.
Clandestino e le altre hit
Il pubblico, che si è radunato sotto il palco dominato dal carisma dell’artista transalpino, ha preso parte attivamente al concerto. I presenti hanno ballato e cantato all’unisono alcune tra le hit più amate e iconiche della sua carriera. Come non partecipare attivamente quando dal palco si sentono alzare le note di “Próxima Estación: Esperanza”, “Mala Vida” e soprattutto “Clandestino”. Queste le canzoni più conosciute, direi scolpite nel cuore di chi lo segue da decenni. Il resto dell’esibizione si è basato sull’interessante ultimo album “Viva Tu”.
Un concerto senza fine
Poi poco dopo le 23 il cantante e i suoi due compagni hanno annunciato la prossima fine dell’esibizione, ma grazie all’immenso calore delle migliaia di persone presenti si è creato un feeling che non ha permesso agli artisti di lasciare il palco. Così, con grande soddisfazione tra pubblico e protagonisti della serata, il concerto è andato avanti, un brano dopo l’altro senza sosta per almeno un’altra ora.
Ed è qua che, nel saltare ogni schema prestabilito, il concerto si è fatto memorabile: più volte band e pubblico insieme hanno cantato e ballato sulle note del Pinocchio di televisiva memoria in un arrangiamento assai veloce.
Ma il massimo si è raggiunto quando Mano Chao ha preso a battersi il microfono sul petto con forza ottenendo un suono atto a proporre l’inconfondibile battito del cuore. Tutti, dico tutti ballavano, cantavano, seguivano ogni nota e ogni gesto con grandissimo interesse.
L’inatteso siparietto
Inatteso è stato anche il breve intervento di un giovane rapper che gridando ripetutamente nel microfono “Boia” ha ottenuto in risposta da parte del pubblico il più classico dei “Dé” emesso all’unisono da centinaia e centinaia degli astanti. “Grazie! Livorno!” . “Grazie Toscana!” ha esclamato innumerevoli volte Manu Chao prima di lasciare definitivamente il palco ben oltre la mezzanotte.
Manu Chao
Da sempre considerato uno degli artisti più liberi, non conforme alle regole del mercato, autentico punto di riferimento del panorama musicale internazionale Manu Chao si trova in Italia per il tour tutto suo, prodotto da VignaPR e AND Production.
Dal mese di luglio si è già esibito sempre a posti disponibili esauriti al Parco Mediceo di Pratolino a Firenze per Musart Festival, a Cernobbio e a Santa Sofia (Forlì-Cesena). E dopo l’ennesimo enorme successo di ieri sera chiuderà il tour italiano il 10 agosto all’Anfiteatro Ivan Graziani di Alghero.
La storia di Manu Chao, una delle personalità più libere e anticonformiste, è più unica che rara. Una vera e propria icona musicale, culturale aggiungerei anche politica. Lui è un cittadino del mondo capace di ispirare fin nel profondo più generazioni. Il suo rapporto con il nostro Paese è veramente speciale.
Nel corso degli anni è stato protagonista in Italia di concerti memorabili, in grado di richiamare migliaia di persone che con lui attraverso la musica condividono pure gli ideali.
La sua storia
Manu Chao nasce a Parigi da genitori spagnoli esuli in Francia per sfuggire alla dittatura di Francisco Franco. Trascorre un’infanzia circondato da artisti in fuga, interessantissimi personaggi che trovano spesso rifugio nella casa dei genitori. A metà anni Ottanta fonda i Mano Negra e con loro inizia a lasciare il segno nel mondo della musica. Canta in francese, inglese e spagnolo, fonde culture e stili differenti che spaziano dal reggae al rock, dal rap alla musica iberica.
Il successo
Nel 1998 con “Clandestino” arriva il successo mondiale. È il suo debutto da solista, e in ogni sua performance spiccano temi quali la fuga e i diritti umani e musicati in modo accattivante grazie a ritmi africani e sudamericani. “Clandestino” raggiunge una fama planetaria tanto da rappresentare ancora oggi per tantissimi giovani un simbolo assoluto riguardo all’impegno sociale e civile. Ultimamente, in collaborazione con il giovane Alfa, ha realizzato un singolo: “A me mi piace”, che già è diventato un grosso successo dell’estate in Italia e, contemporaneamente, è entrato nelle classifiche di molti paesi europei.
Articolo e foto di Glauco Fallani







