“Molto e molto poco”: romanzo d’esordio di Patrizia Villa ai Bottini dell’Olio

Un libro che intreccia memoria, identità e coscienza

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LIVORNO – Si intitola “Molto e molto poco” il romanzo d’esordio di Patrizia Villa che debutta il 27 febbraio alle ore 17.30 nella Sala Conferenze della Biblioteca dei Bottini dell’Olio. Dialogherà con l’autrice lo scrittore Giorgio Bernard. Letture dell’attore Giorgio Algranti.

Dopo anni di impegno civile, Patrizia Villa apre una nuova stagione creativa con lo pseudonimo di Pat Villa e approda alla narrativa con il suo primo romanzo “Molto e molto poco”, Giuseppe de Nicola Editore. Un romanzo che intreccia memoria, identità e coscienza, restituendo alla narrativa italiana una voce intensa e profondamente radicata nel territorio.

Memoria e identità

Ambientato nella Livorno del secondo Dopoguerra, il libro racconta una città che rinasce dalle macerie attraverso la vicenda di Giorgio Morandi, giovane diviso tra una vita che lo soffoca e il sogno dell’America. La fuga oltreoceano sembra offrirgli una nuova possibilità, ma il ritorno in Italia e l’incontro con la figlia mai conosciuta incrinano le certezze costruite negli anni. Ne emerge una storia intensa, sospesa tra memoria, rimozione e contraddizioni dell’amore paterno.

Il romanzo d’esordio di Patrizia Villa ha la prefazione del Sindaco di Livorno, Luca Salvetti, a sottolineare il forte legame tra l’opera e la comunità livornese.

Patrizia Villa

Per anni il nome di Patrizia Villa ha attraversato le piazze e i dibattiti pubblici come una voce lucida e combattiva, simbolo di impegno sociale e di battaglie civili condotte senza arretrare di un passo, sempre dalla parte dei più fragili.

Oggi quella stessa voce sceglie un’altra forma, più intima ma non meno incisiva. In questo romanzo, infatti, con una scrittura evocativa e visiva, Pat Villa accompagna il lettore tra luoghi carichi di magia e figure indimenticabili, restando fedele ai temi che da sempre caratterizzano la sua voce: la forza delle donne, la memoria storica e quell’anima salmastra che permea ogni parola.

Un passaggio che non rappresenta un cambio di rotta, ma un’evoluzione naturale, in cui l’urgenza civile si trasforma in racconto, memoria e profondità emotiva.

“Molto e molto poco”

Livorno, fine anni Cinquanta: Giorgio Morandi è un giovane diviso tra una vita che lo soffoca e un desiderio ossessivo di altrove.

L’America diventa l’unica via di fuga: un luogo dove ricominciare senza rispondere alle domande più scomode. Giorgio parte, lasciandosi alle spalle una donna e una bambina che impara a rimuovere più dalla memoria che dalla coscienza.

Quando un viaggio di lavoro lo riporta in Italia, il ritorno si trasforma in una dolorosa presa di coscienza: l’incontro con la figlia mai conosciuta incrina l’equilibrio su cui aveva costruito la propria sopravvivenza. Non c’è redenzione, ma una zona grigia fatta di desiderio e rifiuto, paura e attrazione, dove l’amore paterno assume forme contraddittorie e inquietanti.