
LIVORNO – “Toro scatenato“, “Il padrino III” sono solo alcuni dei film che hanno scelto le musiche di Mascagni per sottolineare momenti del racconto particolarmente significativi e drammatici.
Ieri sera, 23 agosto, è calato il sipario sulla settima edizione del Mascagni Festival proprio con un concerto-reading dedicato al legame tra la musica del compositore livornese e il cinema. Sul palco a raccontare questa fortunata unione c’era l’attore, regista e sceneggiatore Maurizio Nichetti.
Soundtrack Mascagni
A interpretare le celebri arie delle opere di Mascagni l’Orchestra del Teatro Goldoni diretta da Maurizio Colasanti e il soprano Chiara Salerno. Un viaggio che ha attraversato secoli diversi, partendo da quel 1885 quando Mascagni viene chiamato a Cerignola a dirigere la banda cittadina. Proprio nel comune pugliese scrive Cavalleria rusticana il suo capolavoro le cui musiche sono state utilizzate in tanti film.
Nel corso della serata sulla facciata del Teatro Goldoni si sono avvicendate le proiezioni di alcuni momenti della vita pubblica e privata di Mascagni: il compositore davanti a una immensa folla che lo acclama o con il nipotino mentre sta scrivendo musica davanti al pianoforte. Proiettati anche spezzoni di film che raccontano il suo percorso artistico come l’iniziale avversione del padre che vorrebbe che il figlio lasciasse Milano per tornare a casa a lavorare nel forno per poi ricredersi dopo il grande successo di Cavalleria.
E poi, ancora, “Rapsodia Satanica” di Nino Oxilia con la colonna sonora firmata proprio da Mascagni che sincronizzò con le scene del film, un lavoro che definì lungo e difficilissimo. Infine le tante pellicole moderne: proiettati sulla facciata del Teatro gli spezzoni di “Mare matto”, “Toro scatenato”, “Il padrino III”. E poi ancora: “Non c’è più niente da fare“, “Baci e abbracci“, “La prima cosa bella” dei livornesi Emanuele Barresi e Paolo Virzì.
Ad affiancare il racconto di Maurizio Nichetti, le musiche dell’Orchestra del Teatro Goldoni che ha eseguito tra gli altri L’Intermezzo da Cavalleria rusticana e da Guglielmo Ratcliff, La barcarola da Silvano e L’amico Fritz. Parole, immagini e suoni, con la partecipazione del soprano Chiara Salerno che ha eseguito “Voi lo sapere, oh mamma” tratto da Cavalleria e “Son pochi i fiori” dall’Amico Fritz.
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Foto Glauco Fallani
Il legame con Cerignola
Ieri sera sul palco davanti alla piazza del Goldoni sono saliti il sindaco Luca Salvetti e il direttore artistico del Mascagni Festival Marco Voleri insieme al sindaco di Cerignola Francesco Bonito e il direttore artistico del Teatro Mercadante di Cerignola Savino Zaba. Presente tra il pubblico anche l’Assessora alla Cultura Angela Rafanelli.
Al centro dell’intervento il legame che unisce le due città nel segno di Pietro Mascagni. Bonito e Zaba hanno donato a Livorno un documento del Novecento dedicato a Mascagni e che dà il via a una collaborazione tre le due città. Una collaborazione che vedrà i due teatri uniti per varie produzioni.
Articolo Valeria Cappelletti






