
LIVORNO – È stata una versione scarna ed essenziale quella della Carmen al Goldoni, rivisitata da Peter Brook, uno dei più grandi registi del 900. “La tragédie de Carmen” è andata in scena il 29 e 30 novembre al Teatro Goldoni inaugurando la stagione lirica.
Niente orpelli, solo l’essenziale
L’opera di Bizet, che compie 150 anni, ha mantenuto la sua essenzialità, attenendosi soprattutto alla fabula e togliendo gli intrecci, gli orpelli che rendono più popolare e appetibile un’opera lirica. La storia quindi mette al centro solo i quattro protagonisti, la sigaraia Carmen,il galante Escamillo, il geloso e vendicativo don Josè e la più mite Micaela, i loro contrastati rapporti amorosi e la folle passione che condurranno al tragico finale.
“La tragédie de Carmen” privato in gran parte degli elementi orchestrali e del coro, diventa così un potente spaccato sull’eterno gioco dell’amore, della passione e del tradimento. Nessuna distrazione, nessuna concessione alla pietà e alla speranza, perché la strada intrapresa dai quattro protagonisti ha un’unica e inevitabile conclusione. Quindi la vicenda di Carmen, alleggerita e decontestualizzata, può attraversare tempo e spazio perché incentrata su temi universali, amore e morte, eros e thanatos.
Asciutto e scarno quindi anche l’allestimento, gli elementi scenici e i costumi che ricordavano i momenti più alti del teatro brechtiano dove il pubblico è costretto, suo malgrado a far parte del dramma. Bellissima ed efficace la pioggia di sabbia, il passare del tempo che scorre implacabile, perché ormai il destino è segnato e nulla e nessuno lo può mutare.
Gli interpreti
Molto bravi i cantanti: Anna Victoria Pitts è una sensualissima Carmen, Chiara Nicastro una convincente Micaela, Angelo Forte un perfido don Josè e Franco Tonfoni nella parte di Escamillo ha commosso il numeroso pubblico presente, così come gran parte delle musiche di Bizet realizzate dall’orchestra del teatro Goldoni, diretta da Alfredo Stillo.
Emanuele Gamba ha curato la regia riprendendola da quella originale di Serena Senigallia facendone una performance unica e originalissima.
I livornesi sul palco
Un plauso particolare ai livornesi Eleonora Zacchi, Luca Salemmi e Riccardo De Francesca che con la loro arte attoriale hanno interpretato i vari personaggi secondari della vicenda. Personaggi che hanno funzionato da collante fra le sequenze tragiche dell’opera, legando, interpretando con parole ma soprattutto col linguaggio del corpo, gli snodi di una vicenda universale che è poi il sottotraccia di tutte le vicende umane. Dei camei davvero riuscitissimi che hanno alleggerito il dramma di Bizet e pensando che siamo solo all’inaugurazione della stagione lirica, ci sembra davvero un ottimo auspicio.
Di Simonetta Del Cittadino