
LIVORNO – Tanti giovani hanno preso parte allo spettacolo “La danza di Dafne” andato in scena ieri, 23 novembre, al Teatro Goldoni.
Un pubblico numeroso per uno spettacolo di beneficenza, fortemente voluto dal Rotary Club di Livorno, e che ha coinvolto quattro scuole di danza e tre istituti superiori cittadini.
Riflettere sulle radici della violenza
Attraverso il linguaggio universale dell’arte si è riusciti a coinvolgere il il pubblico intervenuto. Obiettivo primario dello spettacolo è stato di portare il pubblico a riflettere sulle radici della violenza di genere. Ma anche sul significato del rispetto, della libertà e della dignità che devono arrivare a essere patrimonio di tutti.
Sul palco tanti giovani e bravi livornesi chiamati a affrontare per mezzo della danza, della musica e della drammaturgia il tema degli stereotipi di genere.
Sul palco
Lo spettacolo ha visto in scena le scuole di danza ASD Laboratorio Danza e Movimento, ST Danza Centro di Formazione, Eimos Centro Formazione Danza ed Eva Kosa e Ivan Cignetti per Interdanza Arsforfall. Per la scuola: Iis Palli-Niccolini, Liceo Artistico Francesco Cecioni e IIS Vespucci-Colombo.
“La danza di Dafne” si è dimostrato un evento intelligente, assai piacevole e ben strutturato grazie a una sinergia dimostratasi capace di unire studenti, coreografi e docenti in un tutt’uno armonico. Un intreccio atto a creare un intreccio di arti e linguaggi lungo un percorso di sensibilizzazione artistica e culturale.
L’efficace drammaturgia si deve a Vanessa Turinelli e la regia a Emanuele Gamba.
Galleria fotografica
Foto di Glauco Fallani (altre foto verranno caricate sulla pagina Facebook del giornale)
Un’idea originale
Ottima l’idea di immaginare una gita scolastica all’interno della meravigliosa Galleria Borghese di Roma. In questo modo è stato possibile parlare di Arte, di mitologia e di quanto gli Dei approfittassero a piene mani del loro potere per fare violenza su qualunque donna destasse il loro interesse. Quando si giace con una donna senza averne il consenso, allora come oggi, di che si tratta se non di violenza di genere?
I presenti in sala
Alla serata, patrocinata dal Comune di Livorno, erano presenti la vicesindaca con delega alle Pari Opportunità Libera Camici, la presidente del Rotary Club Livorno Marina Pesarin, la socia Vanessa Turinelli. E poi, ancora, il regista Emanuele Gamba, la dirigente del Vespucci-Colombo professoressa Francesca Barone Marzocchi, il professore Raffaello Gaimari per il Liceo Cecioni, la professoressa Elisabetta Porta per il Liceo Niccolini-Palli e la coreografa Eva Kosa.
La beneficenza
Tutti i proventi dello spettacolo, così come quelli derivanti dalla pubblicazione “La rilettura dei miti della classicità” realizzata dagli studenti della classe III A del Liceo Classico (acquistabile nel foyer del teatro il giorno della rappresentazione), andranno all’associazione Maristella e alla Fondazione Casa Papa Francesco, impegnate nel sostegno a donne fragili con minori, vittime di violenza.
Di Glauco Fallani












