Il Museo Fattori riapre al pubblico: colori neutri, nuova illuminazione e la sala dedicata a Cappiello

Tante le novità da ammirare l'acquisizione di una nuova opera di Fattori

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LIVORNO – Il Museo Fattori riapre al pubblico il 10 luglio dopo il restyling. Tante le novità da ammirare tra cui una nuova acquisizione di Fattori a una sala dedicata a Cappiello. Il riallestimento del museo è stato curato dal direttore scientifico dei musei livornesi Vincenzo Farinella, ordinario di Storia dell’Arte all’Università di Pisa.

Quasi 400 le opere conservate dal museo di cui molte di Giovanni Fattori tra dipinti, disegni e incisioni. Molti dipinti sono stati sottoposti a un attento restauro. Il restyling del museo ha puntato su spazi inclusivi e moderni, con nuova illuminazione a LED e una palette di colori neutra pensata per valorizzare le opere senza entrare in conflitto con le decorazioni originali della villa.

Il museo si arricchisce di una nuova opera: “Gli eccidi di Livorno” di Giovanni Fattori, realizzata attraverso gli strumenti dell’Art Bonus. L’opera è stata donata da Erredue S.p.A., società italiana attiva nello sviluppo e nella produzione di tecnologie innovative per la generazione, la purificazione e il recupero di idrogeno e gas tecnici.

L’opera rappresenta uno degli episodi più drammatici del Risorgimento italiano: gli scontri e le repressioni avvenuti a Livorno durante i moti rivoluzionari del 1849.

Per la prima volta il museo dedica una sala permanente a Leonetto Cappiello, il più celebre artista livornese dopo Modigliani. La sala conterrà dipinti e una ricca antologia di manifesti pubblicitari che lo consacrarono, dopo la morte di Toulouse-Lautrec, come il cartellonista più influente d’Europa.

Il percorso si apre con un’opera eccezionale di Giovanni Fattori: una tela fronte-retro che da un lato mostra la Carica di cavalleria a Montebello (1862) e dall’altro un soggetto mediceo abbandonato. Quest’ultimo è stato riscoperto durante i restauri del 1994, simbolo del distacco definitivo di Fattori dal Romanticismo storico.

Il resto del percorso ripercorre l’intera carriera dell’artista: dagli Eccidi di Livorno del 1849 ai capolavori degli anni Sessanta come la Torre rossa e la grande tela ispirata a Solferino. Ci sono poi i ritratti di volti umili, i paesaggi selvaggi e gli animali degli anni Ottanta e Novanta. Verso il Novecento emergono le preoccupazioni sociali, con scene di fabbri e carbonai, mentre gli ultimi anni – spesso sottovalutati – rivelano un’originalità sorprendente. Il percorso si chiude con l’ultimo dipinto incompiuto: un cavallo solitario sul mare di Livorno, lasciato interrotto nella primavera del 1908.

Le sale successive ampliano lo sguardo oltre Fattori, con i macchiaioli Lega, Signorini e Cabianca, i Garibaldini di Bartolena, il Naturalismo toscano di Cecconi e dei tre Tommasi, il Divisionismo di Grubicy e Benvenuti, fino ai Postmacchiaioli del Novecento con un giovanile Modigliani e opere di Ghiglia, Viani e Natali.

L’edificio di Villa Mimbelli merita una visita di per sé. Fu costruita nel 1865 dall’architetto modenese Vincenzo Micheli su commissione del mercante Francesco Mimbelli.

La sontuosa villa in stile eclettico fu inaugurata nel 1875, circondata da un parco con piante rare. Gli interni distribuiti su due piani nobili riflettono la varietà stilistica dell’Eclettismo ottocentesco. Al piano terra spicca la Sala da Fumo in stile moresco. C’è poi lo scalone ornato da puttini in terracotta invetriata ispirati a Della Robbia e Donatello. Al primo piano la Sala degli Specchi, ex sala da ballo con giochi di specchi e affresco di Annibale Gatti. Una seconda Sala da Fumo con il camino a struzzi-cariatidi e un omaggio dipinto alla città di Livorno.

Museo civico “Giovanni Fattori”
Indirizzo: Via San Jacopo in Acquaviva 65, 57127 Livorno
Orari: dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19

Biglietteria: 0586.824607 – infomuseofattori@comune.livorno.it – https://www.museofattori.livorno.it/.