
Da Livorno agli studi di Rai 1 a Roma: i livornesi Cristian Andreini e Rachele Giovannini si sono esibiti durante l’Eredità Summer, programma condotto da Marco Liorni in onda da luglio dopo il TG1 della sera.
Durante lo show i due ragazzi, Campioni del mondo di Ju Jitsu, nella categoria Demo-Team, hanno lasciato tutti a bocca aperta: salti, calci, capriole, tutto questo durante una pausa tra un quiz e l’altro. Ma come è stato vivere questa avventura? Ecco cosa ci hanno risposto.
Raccontaci questa esperienza, come è nata l’idea di andare all’Eredità Summer?
Cristian: Tutto è nato da un primo contatto della Rai con Michele Silvestri, il nostro istruttore presso la Ninja Cave, all’interno della palestra Zen Club Livorno. Michele era già stato coinvolto tempo fa in I Soliti Ignoti, insieme a Rachele Giovannini. Quest’anno era stato nuovamente contattato, ma ha deciso di coinvolgere noi due che siamo suoi allievi e allievi di Soke Maurizio Silvestri, suo padre e uno dei più alti gradi al mondo di Ju Jitsu. Da lì è nata questa opportunità, che ci ha portato fino a L’Eredità Summer.
Com’è stato esibirsi su un’emittente così importante come la Rai?
Cristian: È stata un’esperienza fantastica. Tutto il team di Rai 1 è stato estremamente professionale e ci ha permesso di vivere questa esperienza nel migliore dei modi. Esibirsi in un contesto così importante è stata una grande emozione. Anche se abbiamo già avuto altre occasioni in televisione, ogni volta è come se fosse la prima: ci sono emozioni difficili da spiegare a parole.
Siamo abituati alle gare e agli spettacoli, ma esibirsi davanti a un pubblico televisivo così ampio ha qualcosa di particolare. Tra tutte le esperienze che abbiamo avuto finora, questa è sicuramente una delle più gratificanti.
Avete parlato con Marco Liorni?
Cristian: Sì, abbiamo avuto il piacere di conoscerlo nel backstage. È una persona molto cordiale e gentile, ma soprattutto ci ha colpito la sua grande professionalità. Abbiamo avuto modo di confrontarci anche su come rendere al meglio il nostro spettacolo e su come valorizzare l’esibizione all’interno del programma.
Da quanto pratichi questa arte marziale?
Cristian: Ho iniziato a praticare Ju Jitsu quando avevo sette anni e oggi ne ho 26, quindi è una parte della mia vita da quasi vent’anni. Nel corso degli anni ho portato avanti sia l’attività agonistica sia quella legata agli spettacoli, ma credo che il Ju Jitsu sia molto più di una disciplina sportiva: è uno stile di vita che continuo a portare con me dentro e fuori dal tatami.
Rachele: Ho iniziato a praticare Ju Jitsu nel 2007, quando avevo 11 anni, e pratico sia stile tradizionale che moderno. Mi accompagna praticamente da tutta la vita, visto che ho 30 anni, ed è diventata la mia filosofia si vita
Siete entrambi campioni del mondo di ninja freestyle, come è nata questa passione?
Cristian: Con Rachele c’è sempre stata una grande sintonia. Siamo grandi amici, oltre che compagni di allenamento, e negli anni abbiamo condiviso tantissimi momenti importanti. Per me è sempre bello poter vivere nuovamente queste esperienze insieme a lei. Ci siamo preparati per anni lavorando sull’acrobatica, sulla tecnica e sul potenziamento fisico. Credo però che ciò che ci accomuna maggiormente sia l’impegno e la passione che mettiamo in tutto quello che facciamo. Nella vita abbiamo anche percorsi completamente diversi: io sono storico dell’arte e attualmente dottorando, mentre Rachele è podologa. Nonostante questo, non abbiamo mai smesso di allenarci e di coltivare questa passione.
In un periodo in cui la violenza è sempre più presente, cosa insegna questa disciplina?
Cristian: Credo che una delle cose più importanti che insegna il Ju Jitsu sia conoscere se stessi. Prima ancora di imparare a difendersi, bisogna acquisire consapevolezza del proprio corpo, delle proprie capacità e di ciò che ci circonda. La nostra palestra e il nostro dojo portano avanti da anni un messaggio molto chiaro contro la violenza. Da tempo Rachele e io accompagniamo Maurizio anche nelle scuole superiori, dove svolgiamo corsi dedicati alla sicurezza e all’autodifesa. L’obiettivo non è insegnare a combattere, ma fornire strumenti per prevenire e affrontare situazioni di pericolo. E tutto, secondo me, deve partire proprio dalla conoscenza e dalla consapevolezza di se stessi.
Rachele: Questa disciplina mi ha fatto capire perché la violenza non è mai la risposta. La difesa personale parte dalla prevenzione, dall’evitare qualsiasi scontro potenzialmente pericoloso, anche se purtroppo non è sempre possibile. Quando sai quanto facilmente ci si può fare male, anche seriamente, ci pensi parecchio prima di agire, quindi la cosa importante è fare tutto ciò che è in nostro potere per sedare uno scontro senza arrivare a far del male al prossimo. E questo si può ottenere lavorando molto su noi stessi.
Consigliereste questa arte marziale ai giovani?
Cristian: Assolutamente sì. Personalmente credo che il Ju Jitsu potrebbe entrare nella vita di chiunque, perché insegna molto più della semplice tecnica marziale: insegna disciplina, rispetto, consapevolezza e costanza. Una cosa che ho sempre notato è che chi inizia a praticarlo e lo porta avanti per molti anni, anche quando per qualche motivo si allontana dal dojo, prima o poi sente il bisogno di tornarci. Credo che questo dica molto su ciò che questa disciplina riesce a lasciare dentro una persona.
Rachele: Consiglio il Ju Jitsu a tutti, fin dai bambini di tre anni (età in cui possono iniziare Ju Jitsu). Ovviamente a quell’età imparano a muoversi nell’ambiente circostante, ma imparano anche le basi per rispettare il prossimo e anche se stessi. Crescendo poi imparano anche le tecniche di difesa personale e quelle acrobatiche (a vari livelli) rendendo la persona forte, fisicamente in salute e con una conoscenza sempre maggiore di se stessi.
I risultati sportivi
Cristian Andreini
- Atleta dell’Anno (2013)
- Atleta dell’Anno (2014)
- Atleta dell’Anno (2015)
- Medaglia di Bronzo ai Campionati del Mondo – Madrid (2016)
- Medaglia d’Oro International UK Championship (2017)
- Medaglia d’Oro International UK Championship (2018)
- 2° posto Inferno Run – 10 km (2018)
- Medaglia di Bronzo ai Mondiali WTKA – Demo Team (2018)
- Medaglia d’Oro ai Mondiali WTKA (2019)
- Medaglia d’Argento Italian Open (2019)
- Medaglia d’Oro Coppa Italia WJJKSA (anno da specificare)
- Premio Miglior Atleta Emergente UNVS (2021)
- Medaglia di Bronzo Ninja Challenge (2021)
Rachele Giovannini
- Medaglia d’Oro International UK Championship (2017)
- Medaglia d’Oro International UK Championship (2018)
- Medaglia di Bronzo ai Mondiali WTKA – Demo Team (2018)
- Medaglia d’Oro ai Mondiali WTKA (2019)
- Medaglia d’Argento Italian Open (2019)
- Medaglia d’Oro Coppa Italia WJJKSA
Articolo di Valeria Cappelletti