Grande successo al Goldoni per l’incontro con Tomaso Montanari

Il titolo proposto, attualissimo, è stato “Arte e guerra”

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La Dirigente scolastica Teresa Cini con Tomaso Montanari. Foto: Glauco Fallani

LIVORNO – Tutto esaurito al Teatro Goldoni per l’atteso incontro con il professor Tomaso Montanari, storico dell’arte, saggista e Rettore. Un evento di grande successo che si è tenuto ieri pomeriggio, 22 gennaio. L’incontro è stato fortemente voluto dalla Dirigente scolastica del Liceo Niccolini Palli Teresa Cini, coadiuvata nell’occasione dalla professoressa Denise La Monica.

Arte e guerra

Il titolo proposto, direi attualissimo rispetto alla situazione che ormai da troppo tempo stiamo vivendo, è stato “Arte e guerra”. Di fronte a una platea completamente piena Montanari, Rettore dell’Università per stranieri di Siena, ha letteralmente catturato l’attenzione del numerosissimo pubblico intervenuto. Oltre due ore di intrattenimento, senza la minima caduta di ritmo.

L’Arte si è da sempre e in innumerevoli occasioni occupata della guerra, assai spesso per celebrane la visione trionfalistica voluta dal potere e altre volte per denunciarne l’inutilità, le nefandezze e gli innumerevoli lutti che è destinata a portare con sé. Beh, il prof. Montanari ha scelto ieri di percorrere in toto, salvo un’unica parentesi sul futurismo, questa seconda strada. Ben 20 sono state le opere proposte, una a seguito dell’altra suscitando un crescendo di interesse.

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Foto di Glauco Fallani

Le opere presentate

Guernica

Al Goldoni, Tomaso Montanari è partito, e non poteva che essere così, da “Guernica”, la celeberrima opera di Picasso che tutti conosciamo. A seguire una significativa opera di Duccio di Buoninsegna appartenente alla collezione Flickr.

Caravaggio

Tra le opere a seguire mi sono parse particolarmente incisive “Il martirio di Sant’Orsola” di Caravaggio e un quadro del quale ancora oggi l’autore non è stato attribuito. Si tratta dell’immagine di “Un giovane soldato che è appena morto”, potente e silenziosa, talmente definitiva da non lasciare spazio ad altre considerazioni.

Rubens

Non poteva mancare Rubens, presente con ben due opere proiettate una di seguito all’altra: “Le conseguenze della guerra” e, almeno per me fino a ieri sconosciuta, la potentissima “Gesù in braccio a Maria circondato dagli Innocenti”. In quest’ultima il bambino Gesù sente un gran peso su di sé, lui unico sopravvissuto, ed è quasi spaventato dalla presenza dei troppi suoi coetanei fatti sterminare da Erode. Come può un messaggio del genere non portarci immediatamente a pensare alle stragi di bambini che proprio in questi nostri giorni vengono perpetrate a Gaza?

Velasquez e Goya

Il percorso è proseguito con Velasquez con due opere, Goya, anch’egli con due opere, Honoré Daumier con “I testimoni della guerra”, multipli di Arte che nell’intenzione dell’Artista avrebbero dovuto diffondersi il più possibile ma che il potere dell’epoca si è impegnato a distruggere nella quasi totalità delle copie che erano state stampate. Si tratta di scheletri che, tornati dal fronte in forma repellente, vanno a chiedere conto a chi di quella stessa guerra era stato fautore decisivo.

Otto Dix e la foto pro Pal

Altre opere di grande impatto si sono susseguite e tra queste ne voglio segnalare almeno due: l’agghiacciante “Trittico della Guerra” del grandissimo Otto Dix e non una pittura ma una foto recentissima scattata a Piacenza, quella che, durante una protesta pro Pal, rappresenta un manifestante in piazza Cavalli che, salito su uno dei piedistalli dei Principi farnesiani, mostra a tutti dall’alto la bandiera palestinese. Scatto dal significato emblematico e direi definitivo che restituisce un’Arte nata per celebrare unicamente la gloria dei Farnese a una più vasta funzione, più autentica direi, quella di stimolare e contribuire a elevare la spiritualità di un intero popolo a dispetto dei potenti.

Il significativo incontro è stato possibile anche grazie al supporto di ANPPIA (Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti).

Di Glauco Fallani