
Esce il 28 agosto il nuovo libro di Luca Nannipieri “La Guernica di Picasso. Ascesa e oblio di un classico“. Un libro sorprendente, che non è soltanto una storia della Guernica, ma una riflessione radicale sul destino delle opere d’arte e sul rapporto che gli esseri umani intrattengono con ciò che considerano sacro.
Tutto ha inizio da un atto vandalico
Siamo nel 1974, al MoMA di New York un uomo si avvicina alla Guernica di Pablo Picasso e vi spruzza sopra una scritta rossa: Kill lies all, ovvero “Uccidi tutte le menzogne”. Da quell’atto vandalico – clamoroso, sacrilego, politico – prende avvio il libro. Perché si colpisce un capolavoro e non un oggetto qualsiasi? Perché alcune immagini attraversano i secoli mentre altre scompaiono? E cosa accade quando anche un classico ritenuto assoluto come la Guernica comincia lentamente a entrare nell’oblio?
Un saggio originale
Il libro di Luca Nannipieri “La Guernica di Picasso. Ascesa e oblio di un classico” è un saggio originale, pubblicato da Castelvecchi. Il volume interroga il potere simbolico delle immagini e l’impermanenza dei classici. Si compone di 28 capitoli, più alcuni apparati costituiti da tavole illustrative e grafici, oltre a un corposo repertorio iconografico.
Prendendo quindi le mosse dai vandali e dai contestatori che negli anni hanno oltraggiato il capolavoro picassiano contribuendone a imporre e a consolidare il mito, il saggio di Luca Nannipieri non si concentra sul passato della famosa opera d’arte, raccontato già molte volte e qui sintetizzato, bensì sul futuro.