Da Santuzza a Iris: le donne mascagnane rivivono tra musica e parole

Sul palco l'attrice Veronica Pivetti accompagnata da Eufemia Manfredi e Marta Mari

donne mascagnane
Veronica Pivetti per il Mascagni Festival. Foto: Emanuele Baldanzi

LIVORNO – Tre donne per raccontare le donne mascagnane attraverso la musica, il canto e la parola. Ieri, 21 agosto, è andata in scena la terza serata del Mascagni Festival con il reading-concerto in prima nazionale dal titolo “Mascagnane, voci che resistono“. Un omaggio alle donne protagoniste delle opere a cui Mascagni ha dato voce e musica.

A condividere il palco della Goldonetta, cambio di sede dettato dal vento forte che ha sferzato per tutta la giornata, sono state l’attrice Veronica Pivetti, la pianista Eufemia Manfredi e il soprano Marta Mari.

Pivetti, che già in passato è stata chiamata a Livorno per vari eventi, ha con grande bravura interpretato un testo di notevole intensità. Raccontando il destino avverso di Santuzza, Isabeau, Parisina, Lodoletta, Iris, le tante donne che popolano le opere di Mascagni. Donne che hanno sofferto, donne ferite, dimenticate, silenziate, che hanno amato, un amore che il mondo però non ha accettato. Ognuna di loro ha dovuto combattere per amore e tutte hanno dovuto pagare un prezzo altissimo.

Veronica Pivetti ha accompagnato il pubblico attraverso le vicende di queste donne, un omaggio a chi per troppo tempo è stata inascoltata. “È come se Mascagni avesse costruito un grande palazzo – legge l’attrice – e le donne fossero tante finestre da cui passa la luce, anche quando è buio passa comunque la luce”.

Foto di Emanuele Baldanzi

Oltre alle parole, la musica: Eufemia Manfredi al pianoforte e il soprano Marta Mari hanno evocato alcune delle arie più celebri dedicate a queste protagoniste del verismo.

Ad aprire la serata è stato il bellissimo “Intermezzo” di Cavalleria rusticana al quale il pubblico ha risposto con un lungo applauso. E così si sono susseguite: “Voi lo sapete, o mamma” (Cavalleria rusticana), “Un dì ero piccina” (Iris), “Son pochi fiori” (L’amico Fritz), “Ah! Il suo nome… Flammen, perdonami!” (Lodoletta), “O stella della sera” (Pinotta) fino a “Serenata”.

Ci sono stati anche momenti in cui hanno risuonato solo le note del pianoforte per l’esecuzione di arie da Gugliemo Ratcliff e da L’amico Fritz fino alla struggente “Barcarola” da Silvano.

Il pubblico ha apprezzato lo spettacolo applaudendo a lungo le tre protagoniste sul palco. Nel finale è salito anche Marco Voleri, direttore artistico del Mascagni Festival.

“La musica non salva, la musica resiste – legge Pivetti – come queste voci, come queste donne”. Donne “mascagnane, voci che resistono”.

Articolo di Valeria Cappelletti