Da Fidanda la mostra “Still Lives” di Francesco Baronti

Dedicata a una radicale reinvenzione della natura morta

fidanda still lives baronti

LIVORNO – “Still Lives“: apre presso lo Studio 74 della Galleria Fidanda la mostra personale di Francesco Baronti. L’inaugurazione è sabato 19 settembre alle ore 18.30 in via Cambini 30.

Il titolo della mostra è un gioco di parole che contiene tutta la mostra: “still life” è la natura morta; “still lives”, al plurale, vuol dire “ancora vive”, vite che resistono dentro gli oggetti.

Dedicata a una radicale reinvenzione della natura morta, l’esposizione presenta un corpus in larga parte inedito di acrilici su cartone colorato, realizzati nell’estate livornese del 2026, affiancati dalla grande tela El Bodegón, già esposta al Museo MADMi di San Juan, Puerto Rico.

Baronti parte dalle bottiglie di Giorgio Morandi e dai manichini di Giorgio de Chirico e li sottopone a quella che definisce “un’occupazione poetica”. Le composizioni del Novecento italiano vengono abitate da una popolazione di personaggi “birichini”: manichini, robot, Pinocchi, giullari ed elefanti alati che le trasformano in condomini, zattere, bancarelle e troni. L’affollamento di micro-personaggi, ciascuno impegnato nella propria faccenda assurda, richiama la tradizione di Bosch, ma senza il suo tribunale: le figure di Baronti sono birichine, non dannate.

A tenere insieme il corpus è il dripping: tavoli, colonne e cubi colano, cedono, si liquefanno. La colatura, eredità dell’informale e della pittura materica, diventa qui il momento in cui l’oggetto smette di essere piedistallo e si lascia abitare. I supporti sono cartoni prugna, antracite, vinaccia, avana e oro: materiale povero, in cui il colore del fondo respira attraverso l’acrilico.

Il percorso è organizzato in una trilogia di oggetti: i cubi, che diventano condominio e poi rovina; i tavoli che colano, tre variazioni sul peso quotidiano, dall’Atlante Cosmico al Cuore Spinoso; il gioco e il naufragio, dove dadi, coppe e poltrone-zattere mettono in scena un naufragio da salotto .

Chiude, o meglio apre, “El Bodegón”: l’opera portoricana da cui l’intera ricerca ha preso avvio. Il registro Pop – emoji, icone, merci – è repertorio simbolico del presente.

Francesco Baronti (1973) è nato da padre livornese e madre portoricana e ha vissuto parte dell’infanzia in Somalia. Formatosi all’Accademia di Belle Arti di Firenze, ha esposto tra Europa, Caraibi e Africa: dalla Biennale di Malindi alla 54ª Biennale di Venezia, fino alla personale Nomada al Museo MADMi di San Juan.

Determinante per il suo percorso l’amicizia con Sarenco, figura centrale della poesia visiva internazionale. Nel 2024 ha realizzato per la triennale Art in Golf a Dorado Beach una grande installazione scultorea, oggi parte permanente del paesaggio. La sua pittura intreccia storia dell’arte, cultura pop e immaginario mediterraneo e caraibico. Vive e lavora tra Puerto Rico e l’Italia.

Orari: dal lunedì al sabato, 10:00 – 13:00 e 16:00 – 20:00. Contatti: studio74.galleriafidanda@gmail.com – www.fidanda.com – @galleriafidanda.