“Ciarlatani” al Goldoni, in scena humor e critica amara

La storia ha raggiunto proprio nella serata livornese la 200esima replica

goldoni ciarlatani
Silvio Orlando, tra i protagonisti

LIVORNO – Sul palco del Teatro Goldoni è arrivato Silvio Orlando con “Ciarlatani”, secondo appuntamento della stagione di prosa.

La storia si sviluppa partendo da due personaggi legati al mondo del cinema e del teatro. Scritta e diretta dal drammaturgo spagnolo Pablo Remón, vincitore del Premio Nacional de Literatura Dramática 2021. Sul palco oltre all’ottimo Orlando, anche i bravi Francesca Botti, Davide Cirri e Blu Yoshimi.

La trama

Anna Velasco è una giovane attrice all’ansiosa ricerca del grande personaggio che le permetta, finalmente, di fare il salto di qualità. Diego Fontana è, invece, un regista di film commerciali che, godendo di fama e successo pur traversando una profonda crisi esistenziale dovuta all’aver subito un incidente aereo, si mostra riluttante a imbarcarsi in una grande produzione internazionale.

Il rapporto tra i due personaggi risulta in qualche modo collegato dalla figura del padre di Anna, Eusebio Velasco, regista di culto degli ormai lontani anni ’80.

Spettacolo intelligente

Dal palcoscenico è giunto al numeroso pubblico intervenuto uno spettacolo particolarmente intelligente. Uno spettacolo capace di mettere in gioco lo spettatore chiamato a seguire un’attenta architettura, costruita come una sorta di scatole cinesi, di racconti paralleli animati dalla citazione di una moltitudine di personaggi.

200esima replica

La storia, giunta proprio nella serata al Goldoni alla 200esima replica, si dipana in dieci capitoli. In essi i quattro attori sono protagonisti di un accattivante racconto capace di mettere in campo una satira assai efficace sul mondo dello spettacolo e non solo, accompagnando i presenti in una riflessione sullo sfolgorante mondo animato dal successo, ma anche sui molto più diffusi ruoli di finzione che, fuori dal palcoscenico e dal set, vengono giornalmente interpretati.

“Viviamo come immersi, viviamo dentro le nostre vite, ma ogni tanto si aprono dei pertugi che ci mostrano la luce” si ode declamare. Oppure “Ci hanno inculcato l’idea che dobbiamo essere la migliore versione di noi stessi”.

Humor e profondità, leggerezza e critica amara, insomma, per portarci a riflettere sulla vita reale pullulante di “impostori” del quotidiano ma allo stesso tempo anche per sdrammatizzare. I “Ciarlatani” appunto, che non vanno cercati solo sui set di film che conducono alla fama o su prestigiosi palcoscenici, luoghi dove, in fondo, la farsa è dichiarata, ma vanno scovati e smascherati nella vita di ogni giorno, talvolta anche solo togliendosi la maschera e guardandosi allo specchio. “Tutti interpretano uno spettacolo, tutti recitano una parte” Pablo Remon.

Di Glauco Fallani