
LIVORNO – “Antonio Vinciguerra – Abitare l’assenza” è il titolo della mostra inaugurata ieri nella Sala Cappiello diFondazione Livorno. Curata da Giorgio Bacci, la mostra si sviluppa nelle sale della Fondazione di piazza Grande, 23.
Attraverso sculture, dipinti e lavori su carta, che mettono in dialogo memoria, materia e visione, l’esposizione, articolata in sei nuclei tematici, pone sotto lo sguardo dei visitatori oltre cinquant’anni di attività dell’artista livornese.
Galleria fotografica
Foto Glauco Fallani
Le varie sezioni
Autoritratti
Nel primo nucleo, “Autoritratti e memorie d’artista” Vinciguerra sviluppa un serrato confronto pittorico con i suoi Maestri di riferimento: da Picasso a de Chirico, da Piero della Francesca a Casorati.
Tracce e impronte
Nel secondo “Immagini: tracce e impronte” l’immagine viene trattata come impronta, come residuo di un contatto: tessuti che conservano gesti, piani inclinati che rivelano ombre. La superficie diventa una sorta di teatro in cui la pittura tende a ricostruire quello che pur non essendoci più continua a insistere nella materia.
Materiali poveri
In “Il sacro” prosegue la dimensione sospesa già evidenziata nel secondo nucleo per mezzo, questa volta, di materiali poveri che l’Artista si dimostra capace di trasfigurare in icone di quotidianità intima.
Il limite svelato
In “Il limite svelato”, quarta sezione, emerge uno dei nodi centrali della ricerca dell’artista. Qui la cornice diventa soglia e luogo di riflessione: tele allentate, cornici dipinte, cartoni squadrati e pacchi semiaperti interrogano, mettono in discussione il confine stesso tra immagine e spazio dello spettatore.
L’uovo
La quinta sezione “Origine” si concentra sulla forma perfetta e allo stesso tempo fragile dell’uovo, punto di partenza per una profonda riflessione sull’essenza dell’immagine, in un tutt’altro che facile ma in questo caso direi riuscito tentativo di evocarne la dimensione simbolica.
Presenza dell’assenza
L’interessantissimo percorso non poteva che chiudersi con una serie iconica nella produzione di Vinciguerra: “Poltrone”. Qua le opere, a volte iperrealiste altre appena incise nella superficie del cartone, si mostrano al visitatore come metafora della “presenza dell’assente”: una figura che non c’è ma comunque si intuisce, un posto riservato allo sguardo, un autoritratto che coincide con il vuoto.
Bene ha fatto “Fondazione Livorno” a occuparsi e promuovere in città il lavoro di una vita dell’Artista Vinciguerra con questa ricca mostra. Una rassegna di incontestabile valore, occasione unica per riscoprirne la profondità poetica e la coerenza di visione.
La mostra, corredata dal ricco catalogo edito da Pacini, sarà visitabile a ingresso libero ogni weekend fino al primo marzo 2026.
Informazioni
Fondazione Livorno: 0586 826111 – info@fondazionelivorno.it – www.fondazionelivorno.it.
Di Glauco Fallani










