
LIVORNO – Arriva a Livorno la prima edizione di Open Drag Festival dedicato al linguaggio drag e alla cultura LGBTQIA+. Due giorni con due anteprime che proporranno spettacoli, talk, laboratori, proiezione di film e mostra fotografica.
Il progetto ideato da Lalique Chouette è promosso da Arcigay Livorno, in collaborazione con Agedo Livorno Saverio Renda, la fotografa Giulia Barini e la compartecipazione del Comune di Livorno.
Open Drag Festival nasce con l’obiettivo di portare il drag fuori dai tradizionali contesti dei club e degli spazi scenici, aprendolo a un pubblico più ampio e mettendone in evidenza la dimensione artistica, sociale e politica. Durante l’evento sarà anche possibile partecipare a un laboratorio per chi vuole avvicinarsi per la prima volta al mondo drag, mettendo a disposizione costumi, trucchi e parrucche e offrendo la possibilità di documentare fotograficamente l’esperienza.
Gli eventi sono tutti a ingresso libero.
L’Open Drag Festival è stato presentato da Andrea Raspanti assessore ai Diritti del Comune di Livorno, Martina Cardamone, presidente di Arcigay Livorno, Rita Rabuzzi, presidente di Agedo Livorno Saverio Renda, Valerio Chellini alias Lalique Chouette, drag queen e performer e Giulia Barini, fotografa.
Il programma
L’anteprima
Realizzata in collaborazione con la fotografa Giulia Barini, comprende infatti due appuntamenti. Il primo, lunedì 14 settembre, alla Biblioteca di Villa Maria, con la proiezione di un film di John Waters (il titolo rimane segreto ma è un film cult e ha consacrato Divine). Il secondo, giovedì 17 settembre, negli spazi di Exdepot (via Mastacchi, 17), con la presentazione di “Marcel Duchamp e lo specchio fotografico”.
Gli appuntamenti fanno parte della rassegna “BIG PHOT – alla scoperta delle tecniche dei grandi fotografi”, un percorso che si protrarrà fino ad aprile 2027 e intende far dialogare fotografia, cinema, storia dell’arte e ricerca visiva. L’obiettivo della rassegna che si svolgerà presso gli spazi di via Mastacchi, è di esplorare le diverse tecniche e le differenti visioni degli autori che hanno raccontato il Novecento.
Exdepot, in via Mastacchi 17, è uno spazio dedicato alla ricerca visiva e alla produzione artistica contemporanea, nato dalla collaborazione tra professionalità e realtà differenti attive nel campo della fotografia, dell’arte contemporanea e della rigenerazione urbana.
Il festival
La mostra
Il festival vero e proprio prenderà il via venerdì 18 settembre al Museo della Città, alle ore 17, con l’inaugurazione della mostra fotografica “Night Stars” di Giacomo Leoncini. L’artista ha fotografato in stile punk 50 Drag Queen toscane. Seguirà il talk “Drag History, identità, cultura e rivoluzione dei corpi”, con Lalique Chouette, La Marchesa storica Drag Queen, Maya de Leo docente all’Univesrità di Pisa e autrice del libro e il sociologo Luigi Squillante.
Aperitivo e spettacolo
La giornata proseguirà agli Hangar Creativi, con aperitivo e musica, e alle 21.30 con lo spettacolo drag “Wunderdrag, in nomine queer”, realizzato dalle allieve della scuola WOW! di Lalique Chouette. Lo spettacolo nasce dal percorso formativo drag sviluppato negli ultimi anni da Lalique Chouette e rappresenta il momento conclusivo di un lavoro che mette in relazione formazione artistica, performance e costruzione di una comunità.
I laboratori
Sabato 19 settembre, sempre agli Hangar Creativi, il programma proseguirà con due laboratori. Per chi vuole partecipare è necessaria la prenotazione iscrivendosi tramite i social di Arcigay oppure all’email livorno@arcigay.it.
Dalle 10 alle 17 si terrà “Dal crederci all’esser credibili”, masterclass a cura de La Marchesa, dedicata alle dinamiche della credibilità performativa nell’ambito dell’arte en travesti e rivolta a drag, artist* en travesti e a chi desidera approfondire questo linguaggio.
Dalle 14 alle 18 sarà invece la volta di “Una, nessuna, centomila Drag…”, con Christine Lacroix e Giulia Barini: uno spazio aperto a chi vuole avvicinarsi per la prima volta al mondo drag, mettendo a disposizione costumi, trucchi e parrucche e offrendo la possibilità di documentare fotograficamente l’esperienza.
Articolo di Valeria Cappelletti