A Firenze inaugurata la grande mostra dedicata a Mark Rothko

Oltre 70 prestiti eccezionali dalle più importanti collezioni internazionali

firenze mostra Mark Rothko
Foto: Glauco Fallani

FIRENZE – La grande mostra dedicata a Mark Rothko (1903-1970) ha aperto a Palazzo Strozzi a Firenze e rimarrà visitabile fino al 23 agosto.

Questa volta si tratta di una significativa retrospettiva con oltre 70 prestiti eccezionali dalle più importanti collezioni internazionali (dalle prime prove figurative fino alle celebri campiture di colore astratte, emblema del linguaggio visivo unico dell’Artista).

La mostra dal titolo“Rothko a Firenze” rappresenta un appuntamento imperdibile per scoprire l’arte di uno degli indiscussi Maestri dell’espressionismo astratto. Un’occasione unica per entrare nel cuore della sua pittura, tra silenzio, contemplazione e intensa introspezione. Scoprendo campi di colore vibranti e ampie superfici che ben lontane dal limitarsi nel proprio perimetro paiono espandersi portandoti ben oltre. Un’esperienza, insomma, per ogni visitatore che sia dotato di un barlume di sensibilità capace coinvolgere, di condurre in un’esperienza di spiritualità laica profonda e, perché no, pure di Poesia.

Autoritratto (1936)

L’intera carriera di Rothko

La magnifica rassegna ripercorre l’intera carriera di Rothko con straordinarie opere provenienti da collezioni private tra le più prestigiose nel mondo, nonché dai musei internazionali veri e propri concentrati di capolavori. Citiamo: il Museum of Modern Art (MoMA) di New York, il Metropolitan Museum of Art, la Tate di Londra, il Centre national d’art et de culture Georges-Pompidou di Parigi e la National Gallery of Art di Washington.

Si tratta di un progetto originale e unico, appositamente curato dal figlio Christopher Rothko ed Elena Geuna, concepito appositamente per Palazzo Strozzi al fine di celebrare il legame speciale dell’Artista con la nostra Firenze. L’architettura del palazzo e la città stessa offrono lo sfondo ideale per esplorare come la pittura di Rothko sia riuscita a tradurre la tensione tra misura classica e libertà espressiva arrivando a creare attraverso il colore una percezione nuova dello spazio atta a trascendere la bidimensionalità della tela.

Il figlio Christopher Rothko

Non solo Palazzo Strozzi

Da Palazzo Strozzi, infatti, il progetto si estende in altri significativi luoghi della città grazie a due speciali interventi satellitari in luoghi che furono significativi per l’Artista.

Il Museo di San Marco, dove una selezione di opere sarà presentata in dialogo con gli affreschi di Fra Angelico. Addirittura struggente il muto dialogo tra cinque magnifici affreschi di Beato Angelico e cinque significativi dipinti di Mark Rotkho nel silenzio delle ex celle dei monaci. Il secondo luogo è il magnifico Vestibolo (due opere) della Biblioteca Medicea Laurenziana progettato da Michelangelo.

In conclusione che dire? Aggiungerò semplicemente che si tratta di una grande imperdibile occasione per capire, per immergersi a fondo, senza dover uscire dall’Italia, nell’opera di un’Artista talmente grande da segnare il ‘900 e, grazie a opere immortali, accompagnarci pure oltre.

Galleria fotografica

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Qualche notizia sull’Artista

Mark Rothko (Markus Rothkowitz) nacque a Dvinsk, in Russia, nel 1903. All’età di dieci anni emigrò con la madre e la sorella a Portland negli Stati Uniti. Dal 1921 al 1923 frequentò la Yale University prima di trasferirsi a New York.

A partire dal 1929 insegnò per oltre vent’anni alla Center Academy del Brooklyn Jewish Center. Nel 1935 fondò il gruppo The Ten, esponendo con loro fino al 1940. Tra il 1936 e il 1937 lavorò per la Divisione Cavalletto del W.P.A. Federal Art Project, dipingendo opere per edifici governativi. Nel 1940 co-fondò la Federazione dei Pittori e Scultori Moderni.

L’astrattismo

Nei suoi dipinti e acquerelli dalla fine degli anni ’30 al 1946 fu chiaramente influenzato dai surrealisti. Fu in questo periodo che sperimentò il disegno automatico creando forme astratte che alludevano alla vita umana e animale.

Verso la fine degli anni Quaranta, l’opera di Rothko subì un cambiamento decisivo: abbandonata del tutto la figurazione prese a concentrarsi sulle composizioni astratte che divennero il suo marchio distintivo: grandi tele dipinte con ampie distese di colori stratificati e fluttuanti.

Le mostre

Nel 1954 tenne una grande mostra personale all’Art Institute of Chicago e quattro anni dopo fu chiamato a esporre in un memorabile padiglione alla Biennale di Venezia. Fu nello stesso anno che accettò la ricca commissione per un ciclo di dipinti destinati al ristorante Four Seasons nel Seagram Building di New York. Tuttavia, non soddisfatto per la collocazione a cui le opere sarebbero state destinate, le ritirò (rinunciando a un bel po’ di denaro). Decise di donarle alla Tate Gallery di Londra in seguito alla garanzia che fossero esposte insieme in una sala dedicata.

Seguirono ulteriori mostre al Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris nel 1962 e al Guggenheim Museum di New York nel 1963. Dal 1964 al 1967 per Rothko fu un periodo fondamentale, lavorò con una intensità senza precedenti a un importante ciclo commissionatogli da Dominique e John de Menil, collezionisti e mecenati. Il ciclo rigurdava una cappella cattolica (in seguito divenuta spazio intereligioso) progettata a Houston da Philip Johnson. Nel 1969 fu istituita la Mark Rothko Foundation per fornire assistenza agli artisti bisognosi. Nel 1970 il grande Artista pose fine alla propria esistenza in vita nel suo studio di New York.

Ritratto di Mary

I partner

La mostra è promossa e organizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze, in collaborazione con il Ministero della Cultura: Direzione regionale Musei nazionali Toscana – Museo di San Marco e Biblioteca Medicea Laurenziana. Sostenitori pubblici: Comune di Firenze, Regione Toscana, Città Metropolitana di Firenze, Camera di Commercio di Firenze. Sostenitori privati: Fondazione CR Firenze, Intesa Sanpaolo, Fondazione Hillary Merkus Recordati, Comitato dei Partner di Palazzo Strozzi. Con il supporto di Kenneth C. Griffin e Griffin Catalyst, Maria Manetti Shrem, Gruppo Beyfin S.p.A., Aon, Arteria.

Articolo e foto di Glauco Fallani